Quando si parla di disturbi specifici del linguaggio (DSL) ci si riferisce ad una severa limitazione in uno o più ambiti della competenza linguistica in assenza di deficit cognitivi, sensoriali, motori, affettivi ed importanti carenze socio ambientali.
Qualora un genitore rilevasse la presenza di difficoltà nello sviluppo linguistico del proprio bambino, il primo passo è rivolgersi ad un professionista, poiché la diagnosi di DSL è un percorso molto complesso, che richiede l’esclusione di tutta una serie di condizioni cliniche, che esulano dalla diagnosi di disturbo specifico del linguaggio. In particolare non rientrano in questa categoria diagnostica i bambini che hanno un funzionamento al limite o un ritardo cognitivo, i bimbi con sindromi genetiche o deficit sensoriali clinicamente rilevanti, i bambini con difetti di funzionamento della struttura dell’apparato di articolazione dei suoni e bimbi affetti da disturbo generalizzato dello sviluppo. Il percorso valutativo per la diagnosi di DSL prevede inoltre la rilevazione di alcuni criteri diagnostici tra cui i principali sono la presenza di punteggi ai test di linguaggio inferiori alla norma in concomitanza ad un quoziente intellettivo non verbale nella norma e udito nella norma con assenza di episodi recenti di otite media.
Che cosa sono i disturbi specifici del linguaggio e quali sono i segnali?
I DSL rientrano i 4 macro categorie. I disturbi fonologici consistono in un deficit nella codifica fonetica e fonologica con una rapidità di articolazione più lenta rispetto ai coetanei. Le percentuali di bambini affetti da tale deficit sono il 6-15% a 3 anni per arrivare all’ 1-4% a sei anni, si nota dunque una considerevole percentuale di risoluzioni del disturbo con l’avanzare dell’età del bambino. Il trattamento elettivo per tali disturbi è quello logopedico, che nella stragrande maggioranza dei casi risulta del tutto risolutivo ed evita che il bambino debba convivere per un lungo periodo di tempo con il deficit in questione.
La seconda categorie è quella dei DSL di tipo espressivo, che vedono la presenza di deficit negli aspetti lessicali e morfosintattici del linguaggio. I bambini con questo tipo di disturbo intorno ai 4-5 anni tendono a produrre solo frasi minime (es. “io mangio”, “cane corre”) che non vengono completate e risultano più corte rispetto a quelle prodotte dalla media dei coetanei. Hanno inoltre difficoltà nell’uso di preposizioni, articoli, pronomi e nelle declinazioni dei verbi.
Vi è poi la categoria dei DSL misti dove la difficoltà di comprensione del linguaggio si accompagna ad un deficit della funzione espressiva. Tra quelli citati questo tipo di DSL risulta essere il più complesso sul piano riabilitativo.
Infine troviamo il DSL semantico-pragmatico, che tra i quattro disturbi si rivela quello più difficile da diagnosticare, poiché sovente la linea di confine con i disturbi dello spettro autistico risulta estremamente sfumata e difficile da delineare. Tra le caratteristiche tipiche dei bimbi con DSL semantico-pragmatico troviamo la difficoltà a inserirsi nel momento giusto nella conversazione e a mantenerla (es. il bambino parla sopra ad un altro interlocutore), la difficoltà a far fronte a situazioni nuove, la ripetizione del linguaggio altrui (es. il bambino ripete frasi udite da altri dopo averle attentamente memorizzate) e la fatica a ricordare o a comprendere ciò che gli è stato detto; il gioco è spesso ripetitivo e limitato negli interessi, il bambino mostra scarso interesse per le risposte degli altri e sembra che parli alle persone invece che con le persone.
I bambini con DSL necessitano di essere seguiti da professionisti che, oltre al trattamento individualizzato, strutturano un percorso riabilitativo che coinvolge anche le figure genitoriali che, seguendo le indicazioni del terapeuta, effettuano dei compiti a casa in modo da non limitare la terapia del bambino alla singola seduta.
E’ fondamentale inoltre che il personale educativo della scuola dell’infanzia sia bene a conoscenza di questi disturbi così che possa essere in grado di indirizzare la famiglia, qualora vi siano le condizioni, nel percorso giusto da intraprendere, quali professionisti contattare, quando e con che modalità, il tutto ha come unico obbiettivo un intervento precoce ed efficace per il benessere del bambino.

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